07/03/2011
Percorsi escursionistici: manutenzione e regime giuridico
Convegno sulla percorribilità della rete escursionistica in collaborazione con il Club Alpino Italiano sezione di Bologna.
Occuparsi di macro problemi istituzionali non esclude l’attenzione a profili più limitati, il cui approfondimento tra l’altro mette in evidenza la stretta connessione con temi più generali. È il caso dei sentieri e più in generale dei percorsi a fini escursionistici che in misura crescente vengono tracciati, o spesso anche semplicemente riscoperti, nei nostri territori soprattutto nei dintorni delle città e nell’Appennino, cioè in luoghi al di fuori della tradizionale e consolidata rete di sentieri nelle zone alpine o di alta montagna.
Per un verso, infatti, la fruizione dei percorsi incontra difficoltà legate alle lunghe stagioni di mancata utilizzazione e di vero e proprio abbandono, con le immaginabili conseguenze materiali sullo stato di conservazione cui non di rado si aggiungono impedimenti specifici dovuti alla parziale “privatizzazione” del bene o della relativa fruizione da parte di singoli proprietari confinanti o comunque interessati.
Ma c’è anche il fenomeno opposto, quello della espansione incontrollata di sentieri per opera di amministrazioni pubbliche solerti, vedi i “percorsi vita” di qualche anno fa, di gruppi o associazioni turistico/ambientaliste o, anche, di qualche intraprendente titolare di luogo di ristoro o di vendita interessato ad attirare una potenziale clientela aggiuntiva al proprio locale.
È dunque necessario che il problema venga innanzitutto percepito come rilevante e poi affrontato in modo adeguato, cominciando dalle premesse
come la identificazione dell’oggetto, del bene tutelato, dei profili di interesse pubblico e di tutela privata, dei profili (necessari o eventuali) del
relativo regime.
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