2013 in Fondazione

"Le novità che l'inizio del nuovo anno porta alla Fondazione sono molte, e tutte legate al filo conduttore delle sfide che ci attendono e delle scelte che saremo chiamati ad operare nei prossimi mesi e anni.
La crisi cominciata cinque anni fa e dalla quale siamo ancora lontani da uscire comporta una ridefinizione del missione della Fondazione: del che cosa fare e del come porvi mano.
Non si tratta solo della drastica riduzione quantitativa di risorse disponibili per gli interventi istituzionali, ma di molto di più. E non solo perché oltre un certo limite i tagli incidono sull'arco stesso degli interventi possibili escludendone alcune tipologie, ma anche perché l'imprevedibilità delle dinamiche finanziarie e degli investimenti operati riduce la possibilità stessa di concepire e mettere in pratica progetti complessi e pluriennali, come quelli strategici (SeiPiù, Bella Fuori, Città per gli Archivi, Parco di Classe e Piazza Kennedy a Ravenna).
A tutto questo va aggiunto quanto sta avvenendo nei territori su cui operiamo, ove le minori disponibilità globali e per settore innescano dinamiche nuove, problemi inediti, esigenze e domande imprevedibili.
A questa doppia torsione, frutto di minori mezzi e di maggiori esigenze da soddisfare, la Fondazione ha deciso di rispondere accettando la sfida, sforzandosi cioè di compensare la riduzione delle proprie risorse per così dire "tradizionali" aumentando quelle nuove generate dalla cooperazione con altri soggetti, Fondazioni comprese, dalla diminuzione dei costi, dalla maggiore flessibilità della propria struttura.
Per queste ragioni il 2013 sarà per noi un periodo di sperimentazione e verifica di innovazioni funzionali e organizzative, in modo da capire con più precisione la strada da battere e il modo di farlo.
Tutto questo coincide con scadenze e rinnovi, le cui cause sono del tutto indipendenti da questi elementi, che interessano direttamente il governo della Fondazione e il vertice della sua struttura.
Con il dicembre 2012, infatti, si è concluso il mandato del CdA eletto nel dicembre 2007 con la conseguente cessazione di consiglieri che per qualità personali, professionali o accademiche e per il lungo operare (in qualche caso, quasi ventennale) all'interno dell'organo di amministrazione, hanno segnato in modo profondo la nascita e il consolidamento della Fondazione del Monte.
La legge non permette un ulteriore mandato. Ma è solo doveroso riconoscere, e non c'è alcuna enfasi nel farlo, che il progressivo e diffuso riconoscimento, ben oltre l'ambito locale della qualità delle iniziative poste in essere dalla nostra Fondazione, è dovuto a quanto tutti, ma in particolare i proff. Giorgio Cantelli Forti, Eraldo Seren, Angelo Varni e Stefano Zamagni, hanno fatto in questi anni. Per le stesse ragioni escono dal CdA il cav. Gianni Fabbri, apprezzato e leale vice-presidente della Fondazione, e il dott. Graziano Parenti, entrambi espressione della realtà ravennate, mentre il dott. Lorenzo Sassoli de' Bianchi si era dimesso qualche mese fa in concomitanza con la sua nomina nel CdA della capogruppo Unicredit e l'avv. Giuseppe Gervasio è stato confermato anche per il mandato che inizierà nel 2013.
Alla stessa data cessa dalla funzioni di Direttore, l'Ing. Giuseppe Chili, a cui si deve larga parte del successo che ha accompagnato la progettazione e la messa in opera delle iniziative che hanno qualificato la Fondazione negli ultimi anni, dai progetti strategici alla cooperazione con gli altri soggetti pubblici e privati. A questi motivi di apprezzamento e di riconoscenza si aggiunge quello, non minore, della disponibilità nei prossimi anni ad assistere la Fondazione del Monte nel settore, sempre più delicato, della gestione delle risorse finanziarie.
All'impegno e all'autorevolezza di questi colleghi dobbiamo il risultato di una Fondazione valutata e collocata per i propri risultati ad un livello assai maggiore di quanto la semplice graduatoria delle dimensioni patrimoniali o delle disponibilità annuali per le erogazioni avrebbero consentito.
Nel rivolgere un caloroso benvenuto e augurio di buon lavoro ai nuovi Consiglieri, dei quali la newsletter riferisce in altra parte, non poteva mancare a nome della Fondazione del Monte e mio personale il più sentito ringraziamento a chi oggi lascia un ruolo formale ma resta nella riconoscenza e nel cuore di tutti noi."

Prof. Marco Cammelli. Presidente della Fondazione del Monte.
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