Una Città per gli Archivi
Portare gli archivi, testimoni della storia cittadina, dalle cantine al web attraverso un lavoro di salvaguardia e valorizzazione. E’ questo l’obiettivo del progetto della Fondazione del Monte condotto in partenariato con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.
Idea, storia e obiettivi
Una Città per gli Archivi mira a tutelare, salvaguardare e rendere accessibile a tutti gli archivi del territorio bolognese a maggiore rischio di dispersione per garantire, attraverso di essi, la conservazione della memoria collettiva. Il progetto pone un riguardo specifico ai fondi bolognesi dei sec.XIX-XX a partire da un primo censimento ed è il frutto della collaborazione tra la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione Carisbo, con il coinvolgimento di altri enti e istituzioni pubblici e privati, quali, ad esempio, la Soprintendenza archivistica per l'Emilia-Romagna, l'Archivio di Stato, la Soprintendenza per i beni librari e documentari dell'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali (IBC) dell'Emilia-Romagna, l'Istituto Gramsci dell'Emilia-Romagna e la Biblioteca comunale dell'Archiginnasio. La direzione del progetto, coordinato da Angelo Varni e Gian Mario Anselmi per le due Fondazioni bancarie, è supportata dalla consulenza scientifica di un prestigioso comitato di esperti, composto da Linda Giuva, Mariella Guercio, Guido Melis, Stefano Vitali e Isabella Zanni Rosiello.
Gli obiettivi del progetto identificati dal comitato scientifico sono principalmente due:
- concentrare l'informazione su tutti gli archivi bolognesi dell'Otto-Novecento attraverso la realizzazione e l'implementazione di un portale mediante la piattaforma X-Dams
- definire un modello unico descrittivo informatico per la messa in rete delle risorse
Il progetto
Nella prima fase, tra giugno e ottobre 2007, il progetto è stato testato su un numero limitato di archivi, una decina circa, che rappresentavano le principali tipologie: archivio politico, archivio di ente pubblico, archivio scolastico e archivio di persona. A questi se ne sono poi aggiunti altri di diversa tipologia, natura e consistenza . Il censimento ha permesso l'acquisizione di informazioni generali per orientare le scelte di intervento tenendo conto di due tipi di situazioni:
- archivi a rischio conservativo
- archivi già depositati in istituti di conservazione ma non ordinati e/o privi di strumenti descrittivi in grado di garantire la consultazione.
I primi dati sugli archivi esistenti a Bologna sono stati forniti dal sistema SIUSA della Sovrintendenza ai beni archivistici, da fascicoli presenti in Sovrintendenza su singoli archivi, dal censimento degli archivi degli editori bolognesi pervenuto da IBC, dal censimento degli archivi delle scuole bolognesi redatto dal Servizio cultura della Provincia di Bologna, dalla Banca dati della Provincia di Bologna, dalle istituzioni culturali del Comune di Bologna e da altre istituzioni presenti sul territorio.
Gli archivi censiti sono conservati da enti pubblici (quali ad esempio, l’Archivio di Stato, l’Archivio Storico Comunale, la biblioteca dell'Archiginnasio, , etc.), e da istituzioni private di varia natura (enti e associazioni culturali, sindacali, politiche, accademiche, assistenziali e benefiche). Alcuni di essi si trovano in locali non adeguati e hanno richiesto interventi urgenti di ricollocazione e riordino. La scheda di rilevamento degli archivi ha registrato informazioni riguardanti descrizione e tipologia dei fondi, estremi cronologici, consistenza, inventariazione, fruibilità e collocazione adeguata. Il progetto e i suoi risultati sono stati presentati al Convegno Internazionale “Standard e formati di scambio per l’interoperabilità dei sistemi archivistici” promosso da IBC, che si è svolto a Bologna nel mese di maggio 2008 con grande partecipazione di studiosi provenienti dall’Italia e da numerose altre nazioni.
L’accesso on line
Il lavoro descrittivo del progetto viene effettuato utilizzando un software adeguato, tenendo conto degli elementi necessari per la creazione di un sistema informativo integrato al fine di giungere alla pubblicazione sul web degli strumenti archivistici. La “Fase 2” di Una Città per gli Archivi, infatti, prevede l’attivazione entro 2010di un portale, dove tutti, professionisti e non, potranno accedere e consultare gli archivi sui quali è stato svolto il lavoro di salvataggio e salvaguardia. Per fare ciò è stato scelto di adottare uno dei modelli di sistema archivistico informatizzato esistenti, la piattaforma X-Dams elaborata dalla società Regesta.exe in linguaggio XML. Tale piattaforma presenta il vantaggio di non richiedere particolari cognizioni informatiche agli archivisti che la utilizzano e di essere interamente operativa on line.
I numeri
L'indagine ha individuato allo stato attuale 110 fondi archivistici che sono privi in tutto o in parte di adeguati strumenti di inventariazione e conservazione. Attualmente il progetto coinvolge oltre un centinaio di archivi (storici, fotografici, audiovisivi) nei quali stanno operando 82 archivisti specializzati (archivisti, restauratori, tecnici audiovisivi ecc.). Questi professionisti hanno tutti seguito un corso di formazione all’uso della piattaforma informatica X-Dams.
A che punto siamo…
L’ultima fase del progetto prevede la conclusione di tutti gli interventi iniziati e l'attivazione del portale on line che permetterà a tutti, professionisti e non, di accedere alla banca dati.
E’ possibile segnalare il proprio archivio, compilando l’apposito Modulo on-line