Finanziare la ricerca per la salute

Finanziare la ricerca per la salute 2020

Applicazioni salvavita, soluzioni terapeutiche innovative, procedure di intervento per nuove dipendenze e analisi genetiche diacroniche. Sono 7 i progetti di eccellenza nel campo della salute e della ricerca scientifica realizzati grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Sabato 22 febbraio a partire dalle ore 9, alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna (sala dello Stabat Mater), saranno presentati i risultati di questi studi giunti a compimento, nell’incontro Finanziare la ricerca per la salute 2020. Il contributo della Fondazione del Monte.

La Fondazione svolge da anni un importante ruolo a sostegno della ricerca scientifica e tecnologica attraverso il cofinanziamento di progetti di ricerca, realizzati da team multidisciplinari di diversi laboratori, nel settore biomedico.

«La Ricerca Scientifica e Tecnologica è uno dei quattro ambiti fondamentali in cui la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna si impegna ogni anno – dichiara Giusella Finocchiaro, Presidente della Fondazione – selezionando e cofinanziando progetti di avanguardia nel settore biomedico. Confermando quanto già fatto negli scorsi anni, la Fondazione ha messo a disposizione nel 2019 370.000 euro per i progetti di ricerca, a cui si aggiungono ora lo stanziamento di oltre un milione di euro a favore del grande progetto strategico promosso dall’Università di Bologna, la Torre Biomedica al Policlinico Sant’Orsola, e il finanziamento di un milione e mezzo per il corso di laurea in Medicina a Ravenna».

Applicazione per smartphone dedicata ai First Responder in caso di arresto cardiaco

Il gruppo guidato da Giovanni Gordini (AUSL di Bologna) ha sviluppato, grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione del Monte, un’applicazione per smartphone con l’obiettivo di aumentare il numero di persone potenzialmente disponibili a intervenire in caso di arresto cardiaco riducendo i tempi di primo intervento. La App consente a ciascun cittadino di agire come First Responder prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso, portando sul luogo uno dei DAE (Defibrillatore Automatico Esterno), censiti e mappati dalla stessa applicazione.
Relazione del progetto

1000 anni di variabilità genetica a Brisighella (Ravenna): le malattie cardiovascolari dal IX secolo a oggi

Il progetto del team coordinato da Claudio Borghi (Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna) è il primo caso di studio diacronico di varianti genetiche correlate alle malattie cardiovascolari e all’acido urico. La ricerca è stata condotta su un campione antico del X secolo rinvenuto a Brisighella. È emerso come sia fondamentale considerare negli studi biomedici la diversità genetica di popolazione e la variante genetica relativa al periodo storico preso in esame.
Relazione del progetto

Analisi molecolari a scopo terapeutico di pazienti dell’area di Bologna con tumori solidi

La terapia oncologica dei tumori solidi avanzati è cambiata radicalmente negli ultimi dieci anni. Andrea Ardizzoni (Azienza Ospedaliera di Bologna, Policlinico S. Orsola Malpighi), attraverso il suo progetto, ha aumentato l’offerta di test molecolari per la caratterizzazione tumorale, effettuando un sequenziamento completo del DNA tumorale attraverso nuove tecnologie ad alto rendimento, NGS (Next Generation Sequencing). Questo ha permesso di ottimizzare l’uso del materiale biologico senza sottoporre i pazienti a ulteriori prelievi invasivi, e di introdurre nella pratica clinica il test NGS per i pazienti con tumori polmonari avanzati.
Relazione del progetto

Approccio innovativo per la terapia del gioco d’azzardo patologico

L’obiettivo del progetto di Marco Domenicali (Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna) è stato di sviluppare un ambulatorio ospedaliero per il trattamento di dipendenze in assenza della sostanza d’abuso, come il gioco d’azzardo patologico, facilitando l’accesso alle strutture specialistiche dedicate ed eliminando lo stigma legato al contesto di cura psichiatrico. I pazienti coinvolti hanno partecipato a dodici incontri di Skills Training, seguendo un percorso di tre mesi che si è dimostrato efficace per la sospensione delle condotte di gioco e per il miglioramento di numerosi indicatori psicopatologici ad esso associati.
Relazione del progetto

Leishmania, agente infettivo emergente in Emilia Romagna: identificazione e sviluppo di nuovi farmaci

La leishmaniosi è una malattia infettiva causata da parassiti e trasmessa all’uomo da piccoli insetti, i pappataci. Negli ultimi anni, probabilmente a causa del riscaldamento globale, il numero di casi di leishmaniosi in Italia settentrionale è aumentato. Dal 2013 si è assistito a una vera e propria epidemia in Emilia-Romagna e in particolare nella provincia di Bologna. Stefania Varani (Dipartimento di Medicina Specialistica e Sperimentale dell’Università di Bologna), con un team multidisciplinare, ha portato avanti una ricerca per lo sviluppo di nuovi metodi molecolari per l’identificazione della malattia e la sintesi di nuovi composti chimici ad attività anti-leishmania.
Relazione del progetto

Descrizione del profilo genomico di pazienti con Mieloma Multiplo

I pazienti con Mieloma Multiplo rispondono spesso in modo diverso alle terapie, riflettendo una sostanziale eterogeneità genomica tra i pazienti stessi. Identificare e suddividere i pazienti con Mieloma Multiplo in categorie di rischio su base genomica è lo scopo dello studio di Carolina Terragna (Dipartimento di Medicina Specialistica e Sperimentale dell’Università di Bologna). L’utilizzo di tecnologie ad alta risoluzione ha permesso di definire sottogruppi di pazienti con profilo genomico simile e correlare ogni profilo genomico con il decorso clinico dei pazienti, aprendo la strada allo sviluppo di terapie a intensità variabile modulata sul rischio del paziente.
Relazione del progetto

Una prospettiva epigenetica per valutare la risposta alla terapia con ormone della crescita

Il progetto di ricerca del team guidato da Sabrina Angelini (Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna) nasce dalla necessità di rendere più efficace e sicuro il trattamento con l’ormone della crescita GH in bambini con un deficit di tale ormone. Poiché la risposta di crescita nei pazienti in terapia con GH è estremamente variabile, la ricerca è volta a identificare marcatori di risposta a questa terapia, come ad esempio piccole molecole di RNA (miRNA).
Relazione del progetto