Cinevasioni, primo festival del cinema in carcere

Gran finale per la prima edizione di Cinevasioni, festival del cinema in carcere in corso per la prima volta in Italia alla Casa Circondariale della Dozza di Bologna. Il festival, in programma dal 9 al 14 maggio, è organizzato dall’Associazione Documentaristi Emilia-Romagna in collaborazione con la Casa Circondariale Dozza di Bologna con il sostegno di Rai Cinema. La Fondazione del Monte ha contribuito alla realizzazione del progetto Ciak in carcere che vede il festival come coronamento ai mesi di lavoro dei responsabili del corso di cinema (Filippo Vendemmiati e Angelita Fiore) riservato a un gruppo di detenuti della Dozza.

Sabato 14 maggio 2016, giornata conclusiva, ospite del Festival durante la cerimonia di premiazione è la Signora del Cinema Italiano, Claudia Cardinale. Il Festival le attribuirà un originale e inedito riconoscimento alla carriera.

La giornata avrà inizio alle 9.30 con la proiezione fuori concorso di Non essere cattivo del regista Claudio Caligari – presentato postumo alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia del 2015 e vincitore del David di Donatello 2016 per il Miglior Fonico in Presa Diretta. Il film sarà introdotto dal critico e giornalista cinematografico bolognese Roy Menarini.

Si prosegue alle 11.30 con la cerimonia di premiazione che si aprirà con la consegna del Premio alla Carriera a Claudia Cardinale, musa di Visconti e Fellini, interprete di capolavori come Il Gattopardo, 8 1/2 e di tanti altri film di successo.

A seguire, si svolgerà la consegna dei diplomi agli studenti del Corso Ciak in carcere, il percorso formativo che la D.E-R ha tenuto all’interno della Dozza con un gruppo di venti detenuti, che hanno poi formato la giuria del festival.

Al termine, alla presenza dei giurati e del presidente di giuria Ivano Marescotti sarà annunciato il film vincitore di Cinevasioni 2016 che sarà premiato con la Farfalla di Ferro, una scultura disegnata dal pittore Mirko Finessi e costruita dalla F.I.D. – Fare Impresa in Dozza, l’officina metalmeccanica all’interno del carcere, nella quale lavorano insieme detenuti e lavoratori metalmeccanici in pensione.