“Come se fossi io, tu”, restituzione pubblica del workshop sabato 25 maggio al Museo Davia Bargellini

Un progetto teso a rafforzare gli strumenti espressivi e la relazione tra le persone e il patrimonio artistico di Bologna attraverso il coinvolgimento diretto nell’ideazione e nella realizzazione di azioni performative nei musei. Si chiama “L’anima esposta” ed è realizzato da Atelier Sì con il contributo della Fondazione del Monte, in collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei e il circuito Card Musei Metropolitani Bologna.

Nelle ultime settimane, i partecipanti al workshop hanno percorso le sale del Museo Davia Bargellini alla ricerca della propria immagine e dei segni del contesto in cui vivono. Insieme con Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, direttori artistici di Atelier Sì, i giovani partecipanti – venti cittadini tra i 18 e i 30 anni – hanno svolto un percorso laboratoriale sul racconto, l’identificazione e l’ascolto di esperienze intorno al proprio rapporto con l’arte. A seguire, hanno affrontato un lavoro basato sull’interpretazione di scene e dialoghi di vita quotidiana legati alle concezioni e agli immaginari che ruotano intorno alla pratica e alla fruizione artistica.

Evento conclusivo del progetto, “Come se fossi io, tu – Percorsi performativi tra giovani cittadini e opere d’arte”, la realizzazione di una restituzione pubblica dedicata alla presentazione di azioni performative ideate, sviluppate e interpretate dai partecipanti all’interno delle sale del Museo Davia Bargellini (Strada Maggiore 44, Bologna) in programma sabato 25 maggio alle 16.30 e alle 17.15 (ingresso gratuito). I partecipanti al workshop accoglieranno il pubblico all’interno di una sequenza di azioni performative elaborate durante il percorso laboratoriale. La sequenza sarà ripetuta due volte, in doppia replica, e coinvolgerà tutti gli spazi del museo, rimodellando il rapporto con le opere e riconfigurandone le modalità di fruizione. Quali sensi attivano persone in ricerca che scelgono di aggiungersi spazialmente alla collezione del Davia Bargellini? È questa la domanda centrale dalla quale partiranno i partecipanti, ponendosi come opere d’arte, in dinamica performativa all’interno degli spazi del museo.