La Festa della Famiglia alla Casa circondariale di Bologna

Una settimana in cui, ogni giorno, una trentina di detenuti avrà la possibilità di trascorrere qualche ora in compagnia della famiglia. È la Festa della Famiglia in Dozza, il progetto dell’Associazione Volontari del Carcere – A.Vo.C. di Bologna: ogni anno, infatti, organizza all’interno della Casa circondariale Rocco D’Amato due momenti di incontro – uno in primavera, uno in inverno – tra le persone ristrette e i loro famigliari. Lunedì 13 è stata la prima giornata: “C’era davvero parecchia gente, in totale più di 100 adulti e una trentina di bambini – racconta Paolo Pallotti, volontario di A.Vo.C. –. Visto il brutto tempo non siamo potuti stare in giardino, come di solito facciamo a maggio. Abbiamo rimediato sfruttando l’accogliente sala cinema dell’istituto. Insieme con alcuni giovani scout faentini abbiamo preparato tutti i tavolini, accolto detenuti e famiglie e servito loro un pranzo. Nella distribuzione dei cibi, naturalmente, teniamo sempre conto di tutte le richieste: ci sono persone di fede musulmana, siamo anche in Ramadan. Dopo il pranzo, ai bimbi abbiamo regalato piccoli doni. È stata una bellissima giornata, molto emozionante”.

Fino a sabato 18, dalle 11 alle 15, dunque, l’istituto accoglierà i familiari dei detenuti che hanno fatto richiesta di partecipare a questa iniziativa. Una trentina di detenuti (sabato sarà il giorno delle detenute) delle varie sezioni, così, ogni giorno avrà la possibilità di vivere un momento felice con mogli, genitori, figli. “È un’occasione che i detenuti apprezzano moltissimo: in tutto coinvolgiamo 500-600 persone. E sono sempre di più quelli che ci chiedono di partecipare, vorrebbero organizzassimo più iniziative come questa”, ammette Pallotti, che da una decina d’anni fa il volontario in carcere. L’associazione A.Vo.C., grazie anche al contributo della Fondazione del Monte, lavora su diversi ambiti con la popolazione carceraria: inserimento lavorativo, istruzione, gestione di alcuni alloggi per permessi premiali. “Siamo una settantina, per ora. Ma siamo in crescita. In occasioni come questa delle giornate con i famigliari ci alterniamo, 6/7 di noi sono presenti ogni giorno. L’organizzazione è faticosa e comporta un bel carico di responsabilità, ma è anche un’esperienza fortissima, che ci ripaga di tutta l’energia profusa”.