Il discorso politico, dalla retorica antica al tweet

C’era una volta il discorso politico. Oggi ci sono gli slogan e i tweet. E, forse, il discorso politico è finito in soffitta. Oppure no? Demagogia e populismo, promesse invece di fatti, satira politica e campagne elettorali, politicamente corretto e turpiloquio, sfoghi sulla rete anziché giudizi meditati: questi aspetti del consenso (nuovi e meno nuovi) e della deliberazione politica pongono nuove domande. Per esempio: se si parla alla pancia del cittadino elettore, come si può argomentare alla pancia? Come si può ritrovare una funzione collettiva della retorica che faccia conoscere il problema e orienti alla discussione e alla deliberazione, in comunità sempre più vaste e variegate culturalmente, e con la velocità dei mezzi di comunicazione di oggi? E come si può utilizzare l’antico rapporto tra la politica e la sua rappresentazione letteraria per non perdere la memoria di problemi che si ripresentano oggi in contesti completamente diversi? Si riuscirà infine a ricostruire una retorica “sostenibile” del discorso politico?

A queste e ad altre domande cercherà di rispondere il Seminario internazionale Passioni e persuasione. L’insostenibile leggerezza del discorso politico in Europa, organizzato dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Il Seminario si terrà nelle giornate del 2 e 3 dicembre 2015 (dalle 9 alle 19) nella Sala Conferenze della Fondazione, in via delle Donzelle 2 a Bologna. Il Comitato Scientifico del Seminario è composto da Andrea Battistini, Bruno Capaci e Luigi Spina. L’ingresso al Seminario è libero.