Jack Kirby, “Mostri, uomini, dei”

Se c’è un maestro della costruzione di mondi fantastici, quello è Jack Kirby, tra i principali creatori dell’immaginario popolare contemporaneo, artista dall’inconfondibile identità stilistica. Da solo o in coppia con il mitico sceneggiatore Stan Lee ha dato vita a una lunga serie di supereroi – Captain America, I Fantastici Quattro, Thor, Hulk, Iron Man, gli X-Men, Pantera Nera, solo per citarne alcuni – e la forza visionaria dei suoi disegni, insieme con l’originale commistione di fantascienza, tecnologia e temi sociali delle sue storie, ha influenzato generazioni di artisti e scrittori. Kirby ha influenzato in maniera determinante il fumetto contemporaneo, segnando uno spartiacque e aprendo con la sua morte un “prima di Kirby” e un “dopo Kirby”, secondo la fortunata espressione di Frank Miller.

La mostra “Mostri, uomini, dei” – ospitata in via delle Donzelle 2, sede della Fondazione del Monte, e organizzata nell’ambito della XXII edizione di BilBOlbul, il Festival internazionale del fumetto – è composta da una selezione di oltre 70 tavole ed edizioni originali provenienti da collezioni private italiane e straniere. “Mostri, uomini, dei” è un modo per offrire ai lettori italiani di Jack Kirby uno sguardo inedito sulla carriera di “The King of Comics”, e porre l’accento sulla complessità del suo lavoro, al confine tra slancio visionario e stilemi del pop.

La mostra proseguirà fino al 5 gennaio 2019. L’ingresso è gratuito

Orari di apertura:
dal lunedì al sabato dalle 10 alle 19;
chiusura per festività natalizie dal 24 dicembre al 1 gennaio.

Biografia
Jack Kirby nasce a New York nel 1917 in una famiglia di immigrati austriaci di origine ebraica, come rivela il nome anagrafico Jacob Kurtzberg.
La sua prima serie di successo, e il primo dei suoi iconici personaggi, è stato Captain America, creato nel 1941 insieme allo sceneggiatore Joe Simon. È bene ricordare che, al momento della sua nascita, Capitan America non era una semplice icona patriottica, ma una precisa dichiarazione politica: un eroe antifascista che combatteva Hitler nel momento in cui gli Stati Uniti erano ancora lontani dall’entrata in guerra. Già in queste prime storie, Kirby inizia a riscrivere le regole della composizione della tavola a fumetti, una ricerca che porterà avanti per tutta la sua carriera.
Nel dopoguerra, Kirby e Simon continuano a realizzare fumetti di ogni genere, dal western al poliziesco all’horror, ma ottengono i maggiori successi nel genere rosa, con la serie “Real Love”. In questi racconti destinati al pubblico femminile, Kirby inserisce nell’intreccio temi sociali come la discriminazione razziale e lo scontro tra le classi, ma getta anche le basi di quell’iconografia sentimentale, ma già venata d’ironia, che diverrà pervasiva e verrà raccolta dalla pop art.
Nel 1961 avviene l’incontro con Stan Lee, uno spartiacque nella carriera di Kirby. La coppia riporta in vita il concept del supereroe, caduto in disgrazia dopo la Seconda Guerra Mondiale, e inventa tutti i principali personaggi della Marvel Comics: I Fantastici Quattro, Thor, Hulk, Iron Man, gli X-Men, Pantera nera. Il contributo di Kirby non è limitato al character design e alla realizzazione di molte delle storie, ma è fondamentale nello sviluppo della personalità e del significato dei personaggi: una rivoluzione nella cultura popolare ancora lontana dall’essere conclusa.
Per il resto della sua carriera, l’autore resterà legato ai supereroi e alla fantascienza, sempre più attraversate da luci mistiche e filosofiche, particolarmente evidenti nel mondo post-apocalittico di “Kamandi” e nella versione a fumetti di “2001 A Space Odissey”.
Le sue tavole e le sue illustrazioni continuano a essere studiate e citate dagli autori del fumetto popolare come di quello d’avanguardia, e anche da artisti di altre discipline. Kirby ha stabilito gli standard del fumetto occidentale per concedersi poi, all’interno di questi standard, una sempre maggiore libertà creativa, sviluppata nell’equilibrio tra sapienza compositiva e un potente, a tratti inquietante, senso del meraviglioso.

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