LabOratorio di San Filippo Neri, martedì 5 febbraio riparte la programmazione

Un’apertura di forte impatto (Luciana Littizzetto), una serie di presenze di altissimo profilo (Ascanio Celestini, Paolo Crepet, Chiara Gamberale, Beppe Severgnini, Remo Bodei, Giulio Giorello, Costantino d’Orazio), una sezione teatrale ricca delle più intriganti personalità contemporanee (Pietro Babina, Paolo Valerio, Cesar Brie, Lucia Sardo, Giuliana Musso), testimoni del nostro tempo (Matteo Caccia e Frankie Hi Nrg Mc), musicisti iconici (Banda Osiris e Maldestro). E molto altro ancora. Il LabOratorio San Filippo Neri continua il suo percorso programmatico che per il terzo anno vede Mismaonda alla gestione dello spazio della Fondazione del Monte. Identica la mission: offrire occasioni culturali, di intrattenimento e di spettacolo, a ingresso gratuito, per mescolare generi e pubblici, inseguendo contaminazioni e favorendo l’inclusione. Uno spazio “affacciato” sulla città, aperto ad accogliere stimoli e sollecitazioni, a sperimentare e condividere esperienze.

Il ciclo Libri in Scena porta sul palco alcuni dei protagonisti di produzioni editoriali recenti. Ascanio Celestini e lo scultore regista Giovanni Albanese narrano il loro libro “L’armata dei senzatetto”, dando voce poetica a oggetti che “non sono muti, solo non si hanno orecchie per ascoltarli”. Chiara Gamberale, partendo dalla sua favola morale “Qualcosa”, veste in scena i panni della protagonista mentre Fausto Sciarappa diventa il saggio e disperato Cavalier Niente e l’attore Marcello Spinetta dà vita a tutti gli altri personaggi del libro. Beppe Severgnini cambia titolo al suo “Italiani sui rimane” e in “Diario sentimentale di un giornalista” approda a una sorprendente messa in scena musicale in cui si parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti, in dialogo con una giovane dj radiofonica.
Contemporaneamente si snodano il racconto teatrale di classici della letteratura a cura di Marco Cavicchioli (“La leggenda del grande inquisitore” di Fedor Dostoevskij, “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad e “Lo straniero” di Albert Camus), la proiezione con lettura e musica di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati con Paolo Valerio, la restituzione di una storia vera, raccolta e pubblicata in audiolibro dallo storyteller radiofonico per antonomasia, Matteo Caccia: “La Piena. Il meccanico dei narcos” (Audible).
Libri, accomunati dalla ricerca della voce profonda e sinestetica delle emozioni, sono “Passione” in cui Paolo Crepet compone un inventario di storie, personali e non, che insegnano che questo sentimento non è per forza deperibile ma si tiene vivo con tenacia e urgenza di libertà e “L’arte in sei emozioni”: il critico d’arte Costantino D’Orazio, partendo dal suo saggio racconta quali forme, colori, tecniche abbiano utilizzato gli artisti nel corso dei secoli per rappresentare sei delle emozioni più sentite: desiderio, delirio, tormento, stupore, dubbio, allegria.
A metà tra un’operazione editoriale e il teatro, “L’uovo di Marcello.  Fame e fama dalla voce di grandi attori”. Dalle interviste a una settantina di protagonisti della scena italiana raccolte da Bruno Damini nel periodo in cui era direttore della comunicazione di Nuova Scena (prima metà degli anni ’90), sono nati un libro e una trasmissione per Radiotre. Al LabOratorio si riascolteranno le voci di grandi attori come Mastroianni, Carmelo Bene, Mariangela Melato, Manfredi, Bramieri, Paolo Poli chiacchierare del loro mestiere e di cucina.

Costante di ogni stagione al LabOratorio, il punto di vista femminile. Luciana Littizzetto nel nuovo libro “Ogni cosa è fulminata”, restituisce uno spassoso manifesto dell’importanza di quelle piccole cose che potrebbero facilitarci la vita e invece ce la complicano. Lucia Sardo porta sul palcoscenico “Felicia Impastato, la madre dei ragazzi”, il personaggio che ha interpretato al cinema ne “I cento passi” di Marco Tullio Giordana: una donna che ha deciso di interrompere la faida mafiosa perché sia lo Stato a punire l’assassino di suo figlio. Giuliana Musso ne “La fabbrica dei preti” indaga invece la cultura cattolica che ha generato il nostro senso etico e morale.

Altra costante, Prima della Prima, mise en espace di spettacoli in attesa del debutto ufficiale. L’attore, autore, regista Pietro Babina si approprierà dello spazio del San Filippo Neri per dare forma a “Macello” ispirato alle poesie di Ivano Ferrari che in gioventù lavorò al macello di Mantova: ribaltando completamente l’idea di “poetico”, con la sua opera ha dimostrato che la poesia può nascere anche attraversando immaginari terrificanti come il continuo prodursi di morte violenta.
Cesar Brie, uno dei maestri del teatro contemporaneo, ospite a Bologna della Scuola di Teatro di Bologna, con gli allievi restituirà sul palco del LabOratorio l’esito di un lungo e articolato lavoro seminariale.
Inoltre, grazie all’entusiasmo e alla generosità dei ricercatori dell’Università di Bologna, quest’anno si alza l’asticella della Ricerca in Scena: in collaborazione con l’ERT sarà allestito in forma di spettacolo interattivo un vero e proprio processo alla ricerca incentrato sulla figura femminile. “Senza le donne si può?” è il titolo provocatorio per parlare di Nobel mancati, presunta incapacità genetica e ricercatrici declassate al ruolo di ghost writers. Quattro appuntamenti sono dedicati alle celebrazioni: pianoforte e voce per Pascal Basile e Gabriele Via che ricordano Lucio Dalla, il 4 marzo, con 20 brani scritti da Roversi; la Banda Osiris che il 1° marzo festeggerà il “Non compleanno di Rossini” chiudendo le celebrazioni ufficiali del 150° anniversario della morte del compositore nato, come si sa, il 29 febbraio; il ricordo rivolto al grande scrittore israeliano Amos Oz a fine maggio.  Invitato nell’ambito del festival Mens-a a dare testimonianza sul tema della memoria nella scrittura, purtroppo è scomparso prematuramente lo scorso dicembre: saranno la figlia Fania con l’attore Alessio Vassallo a ripercorrere la densità autobiografica della sua scrittura critica.

Ed è celebrativo della Giornata mondiale dell’errore anche il festival Error Day che, giunto alla sesta edizione, approda per la prima volta al LabOratorio. Clelia Sedda, Alberto Piancastelli e altri ospiti luminosi e luminari parleranno di educazione ed errori mentre la serata successiva è annunciata la lettura non drammatica del dramma comico di Eugenio Ionesco “La lezione”.

La musica ha da sempre una parte importante. Oltre a proseguire felicemente la collaborazione con Musica Insieme e Bologna Festival che programmano al San Filippo Neri una serie di concerti di alto profilo, molto amati dal pubblico, torna il cantautore napoletano Maldestro (premio della critica a Sanremo) per presentare il nuovo album “Mia madre odia tutti gli uomini”.

La casa editrice il Mulino continua ad avere il suo palcoscenico al Laboratorio: le domeniche mattina si parlerà di matematica e delle tre formule che hanno cambiato il mondo. Giulio Giorello e Gabriele Lolli percorreranno i principi del dubbio; Remo Bodei e Umberto Bottazzini affronteranno Pitagora, il padre di tutti i teoremi; Silvia Benvenuti e Franco Ghione il teorema elegantissimo di Gauss.

Infine, altri due festival. Articolato come sempre il progetto della compagnia teatrale Instabili Vaganti che, oltre a proporre un workshop sulla contemporaneità rivolto ad attori, danzatori e studenti e un seminario per dieci drammaturghi diretto dall’uruguayano Sergio Blanco, offre tre momenti spettacolari: la ripresa dello spettacolo “Il rito”, l’esito pubblico del workshop di Blanco e “Megalopolis#Bologna”, rappresentazione di una poliedrica città virtuale da parte di una serie di performer internazionali in residenza all’Oratorio.

Chiudono il programma gli appuntamenti con i protagonisti del Biografilm nella cerimonia di apertura e di premiazione finale. E dopo le biografie dal vivo affidate le edizioni passate a Matteo Caccia, quest’anno sarà la volta di Frankie Hi NRG MC, pioniere del rap italiano in un monologo autobiografico che ripercorre la storia della nascita dell’hip hop.