Operabuffa

Negli anni sessanta, in aperta polemica con un certo tipo di arte e di musica commerciale, il movimento Fluxus reagì restituendo all’arte la sua funzione originaria: divertire.

Quest’anno, motivata dal medesimo obiettivo, la Fondazione del Monte ha deciso di divertire e di divertirsi, proponendo una mostra curata a due mani da Antonio Grulli e Maura Pozzati, che sarà inaugurata sabato 27 gennaio 2018 alle ore 18, in occasione di Arte Fiera e ART CITY Bologna 2018.

Sculture in movimento, fotografie ironiche e divertenti, pitture giocose e colorate, palloncini, tende e pompon gialli sono alcune delle opere che gli spettatori si troveranno di fronte quando visiteranno “Operabuffa”.  Una mostra volutamente leggera e “divertissante”, termine coniato da Ben Vautier quando cercava di esprimere il concetto di divertissement a proposito di Fluxus. Una mostra non noiosa, non drammatica, che permette di restituire al pubblico “la sua funzione primaria (divertire) e colloca in secondo piano la conoscenza della storia dell’arte” (Ben Vautier).

I sedici artisti selezionati con leggerezza e sense of humor si confrontano con il tema del buffo accogliendo perfettamente lo spirito proposto dai curatori, che allestiranno un teatro di colori, immagini e movimenti nello spazio di via delle Donzelle 2.

Se Operabuffa. Arguzia e spirito nell’arte contemporanea è il titolo di questa esposizione divertente e colorata, Sergia Avveduti, Alighiero Boetti, Andrea Contin, Anna Galtarossa, Christian Jankowski, Jiří Kolář, Eva Marisaldi, Aldo Mondino, Katrin Plavcak, Concetto Pozzati, Andrea Renzini, Robin Rhode, Lorenzo Scotto di Luzio, Daniel Spoerri, Ben Vautier e Erwin Wurm, sono gli artisti protagonisti. 

Così, come l’opera buffa che nel XVIII secolo nacque con l’intento di democratizzare la lirica rivolgendosi ad ogni tipo di pubblico, anche la mostra collettiva proposta dalla Fondazione del Monte offre a ogni spettatore indistintamente la possibilità di un sorriso in uno spazio dove l’aspetto ludico, buffo e divertente si espande dalle pareti colorate, agli adesivi sui pavimenti fino alla finestra che si affaccia sulla strada.

Come scrive Antonio Grulli nel suo testo che accompagna la mostra: “Il concetto stesso di opera buffa ha avuto questo ruolo dirompente, politico e democratizzante. Nel mondo musicale e teatrale, l’introduzione alcuni secoli fa delle lingue nazionali come l’italiano e il francese, di tematiche vicine al popolo, e la creazione di personaggi non necessariamente appartenenti alle sfere alte della società, ha permesso di allargare la platea del pubblico senza per questo perdere in qualità e intensità dell’opera. Anzi: questo abbassamento verso il mondano ha permesso di iniettare vita, idee e nuove forme all’interno di un teatro e di un mondo musicale ormai esangui, astratti e retorici”.

A cui si aggiunge quello che scrive Maura Pozzati: “Operabuffa intende davvero provocare un sorriso e per questa ragione il titolo stesso della mostra rimanda al genere buffo della tradizione musicale settecentesca, che volutamente si contrappone al genere serio, dove si richiede agli interpreti grande virtuosismo e capacità vocali: nell’opera buffa invece non è tanto importante la capacità tecnica quanto la vivacità scenica, la spontaneità e la naturalezza. Per questo l’opera buffa ha avuto un grande successo popolare ed è stata importante nell’evoluzione del teatro d’opera in Italia: valorizzando la diversità dei ruoli vocali e rendendo il discorso musicale più spigliato e dinamico, ha provocato la rottura degli schemi rigidi facendosi più comprensibile per gli spettatori”.

L’esposizione è affiancata da un prezioso catalogo bilingue, prodotto da Fondazione del Monte, che vanta, oltre ai testi dei curatori Grulli e Pozzati, anche uno scritto inedito di Ermanno Cavazzoni, scrittore e sceneggiatore emiliano.

Operabuffa si aggiunge alla ricca lista di proposte firmate dalla Fondazione del Monte, che evidenziano l’attenzione e l’impegno costante verso il contemporaneo in occasione di Arte Fiera ed è una mostra segnalata da Art City 2018

La mostra sarà visitabile dal lunedì al sabato nella sede di via delle Donzelle 2 con apertura dalle ore 10 alle ore 19, dal 29 gennaio fino al 14 aprile 2018. Apertura straordinaria sabato 3 febbraio per la notte bianca di Art City e domenica 4 febbraio in occasione di Arte Fiera.