Studenti liberi dalle mafie

Nelle scuole di Bologna e Ravenna, dal febbraio 2018, è ripartito il progetto “Liberi dalle Mafie”, un percorso di informazione e sensibilizzazione sulle tematiche della lotta a mafie e corruzione. Incontri con i familiari delle persone vittime della mafia, con i collaboratori di giustizia, con le vittime di racket o con i giornalisti che hanno deciso di denunciare le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni pubbliche, sono solo alcune delle attività che l’Associazione Pereira porta avanti dal 2012 grazie al contributo della Fondazione del Monte. In questi anni di lavoro sono stati coinvolti 4.800 fra studenti e docenti.

Il progetto vuole promuovere la cultura della legalità e l’educazione alla partecipazione e al senso civico, contro ogni forma di intolleranza, razzismo e sfruttamento. “Liberi dalle mafie” si sta svolgendo in 16 classi di diverse scuole bolognesi, (il “Belluzzi-Fioravanti”, I.T.C.S “Luxemburg”, Liceo Artistico “Arcangeli”, I.I.S. “Majorana” a San Lazzaro, Liceo “Da Vinci” a Casalecchio e I.I.S “Archimede” a San Giovanni in Persiceto); mentre a Ravenna e provincia sono 5 gli Istituti che hanno aderito per un totale di 20 classi (I.T. “Morigia-Perdisa, I.T.I.S “Baldini”, I.T.S. “Oriani” a Faenza, I.P.S.S.A.R. “Artusi” a Riolo Terme, e il Polo Tecnico Professionale di Lugo).

All’interno di ogni classe coinvolta nel progetto, l’Associazione Pereira realizza un percorso formativo multidisciplinare per fornire gli strumenti per una migliore e più approfondita comprensione delle mafie in Italia e per capire le sue implicazioni, dirette e indirette, nella vita di tutti, al Sud come al Nord. Vuole indagare anche le diverse forme di resistenza che la società civile ha saputo opporre nel tempo, e oppone tuttora, a questo radicato fenomeno.

I ragazzi che hanno partecipato alle scorse edizioni del progetto hanno avuto la possibilità di incontrare e confrontarsi con diverse personalità di spicco della lotta alle mafie e alla corruzione come Rita e Salvatore Borsellino, Giovanni Impastato, Pino Masciari. Il percorso formativo si conclude con una visita d’istruzione a Palermo, nei luoghi divenuti simbolo della memoria dell’impegno quotidiano.