Vicini d’Istanti, una nuova sede per la sartoria dei richiedenti asilo

Ha inaugurato lo scorso 27 gennaio, il Giorno della Memoria, la nuova sede di Vicini d’Istanti, l’associazione nata nel 2017 per favorire i processi di integrazione sociale e lavorativa di richiedenti asilo e rifugiati presenti sul territorio: si chiama “Secondo Piano”, ed è in via San Mamolo 139, all’ex scuola Bastelli. Si tratta di uno spazio di condivisione, creatività e promozione sociale.

Come detto, Vicini d’Istanti è nata due anni per aiutare Mamadou, sarto ivoriano richiedente asilo, a continuare a fare il suo mestiere anche in Italia. Formato dallo zio ad Abidjan, tra le città più importanti nel campo della moda, è fuggito dal suo paese attraverso la Libia, ed è arrivato in Italia. Mamadou e Maddalena Papini sono tra i fondatori dell’associazione: “Abbiamo cominciato organizzando feste africane e invitando italiani, studenti stranieri, richiedenti asilo – spiega Maddalena –. Arredavamo quelle feste, con la nostra passione per i tessuti e le competenze di Mamadou”.

In poco tempo, grazie anche al sostegno della Fondazione del Monte, Vicini d’Istanti ha avviato tre tirocini di 6 mesi, due ragazzi ivoriani e uno della Guinea Conakry, tutti under 30 e tutti sarti nel loro paese. Il primo tirocinio è stato quello di Mamadou, oggi assunto come apprendista, e il secondo è stato rinnovato di recente. Per un periodo ha frequentato il laboratorio anche una giovane sarta ivoriana, già fuori dal percorso d’accoglienza: “In generale sono molti i ragazzi che passano per vedere come si lavora. In Africa funziona così: per imparare un mestiere si osserva a lungo qualcuno che sta lavorando”. Da fine dicembre Mamadou, il sarto con più anzianità, è diventato anche formatore: gestisce, infatti, un corso di 45 ore per 8 sarti realizzato in collaborazione con la cooperativa Arca di Noè. Il livello è principiante e si realizzano prevalentemente astucci.

Il laboratorio di sartoria utilizza materiali di recupero, stoffe italiane, stoffe africane e stoffe dei clienti (perché realizza su misura). “Realizziamo anche biancheria per la casa: tende, cuscini, tovaglie, divani. Con il tempo, i nostri sarti africani hanno sviluppato anche uno stile occidentale. Il risultato? Un mix, una contaminazione di competenze e stoffe, culture, colori, stili e linguaggi”.

Vicini d’Istanti è nota anche per l’organizzazione di “narrasfilate”: “Le nostre collezioni non sono presentate in occasione di semplici défilé. Le nostre sfilate ripercorrono, tappa dopo tappa, il viaggio dei nostri ragazzi migranti per arrivare in Italia. Ogni tappa del viaggio coincide con una tappa della sfilata. Abbiamo anche due voci narranti, un ragazzo italiano e uno africano. Musiche e stoffe, nel complesso, rievocano passaggi africani, quelli che i nostri sarti hanno attraversato durante la loro fuga. Sul mercato non immettiamo manufatti, ma contenuti valoriali e culturali: quello che facciamo noi è indossare l’integrazione, non solo dei vestiti”.

Prossimo appuntamento, la presentazione della collezione di borse e zaini firmata da Vicini d’Istanti e dalla cooperativa La Venenta a Palazzo Re Enzo in occasione di Terra Equa 2019.

L’associazione, oltre a realizzare eventi, sfilate, corsi di sartoria di livello base e intermedio laboratori, organizza corsi di italiano, di alfabetizzazione informatica, pre-patente. “La nostra parola d’ordine è ‘ricreazione’, intesa come rigenerazione urbana; come creazione sartoriale e artistica emersa dall’accostamento insolito di materiali nuovi e di recupero; come momento di svago e di allegria. Come possibilità di ricominciare da capo e rifarsi una vita”.